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Prestito con contratto a tempo determinato

L’erogazione da parte di società finanziare di prestiti a chi lavora con un contratto di lavoro a tempo determinato sta diventando, complice la crisi economica di questi tempi che non permette di avere un lavoro stabile, sempre più frequente.

Tra i requisiti che gli istituti di credito vanno a verificare in sede di richieste di finanziamento c’è la capacità reddituale del soggetto per verificarne la capacità di rimborso, qualche anno fa chi chiedeva un prestito offriva come garanzia il contratto a tempo indeterminato, volto a rappresentare una capacità di reddito prolungata negli anni.

La situazione di ieri non rispecchia però quella odierna, il contratto a tempo determinato è, specialmente per i giovani, uno “standard de facto” e banche e società finanziarie si adeguano di conseguenza con offerte ad hoc nel mercato dei prestiti; il più diffuso è il prestito tramite cessione del quinto e connessa busta paga offerta come garanzia.

La differenza sostanziale che si presenta tra i prestiti erogati ai dipendenti con lavoro a tempo indeterminato e quelli ai lavoratori con contratto a tempo determinato è la durata del piano di rimborso che non oltrepassa mai la data di scadenza del contratto di lavoro; chi dunque ha una scadenza lavorativa nel breve termine non potrà certamente ottenere cifre elevate senza avere una terza persona come garante o un immobile di proprietà da offrire come garanzia.

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